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"Tu ora conosci le arti della lotta, Elektra, ma non hai la pace... C'è un luogo, dove uomini che sono più che uomini riposano e studiano... Dove guerrieri di un nobile ordine hanno raggiunto la totale pace dello spirito. Ma non lo troverai, a meno che tu non vaghi senza meta, senza speranza.. Finchè involontariamente non vi perverrai..." ". .E scalerai un muro che non può essere scalato"

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domenica, 25 dicembre 2005

La caccia alle streghe



"Mamma mi seviziava, ero poco musulmana"

Una ragazzina egiziana si è confidata con una delle sue insegnanti, all'Istituto Professionale Pietro Sraffa, a Brescia. Nura aspettava soltanto di potersi confidare con qualcuno, ed ha accettato la mano tesa della sua insegnante per abbattere la diga di riservatezza che aveva costruito per difendere se stessa, la sua famiglia e la sua religione. Storie di umiliazioni, maltrattamenti e sevizie, di un'educazione rigidissima secondo i dettami dell'Islam. Nura ha raccontato di essere stata punita dalla madre perché indossava un paio di jeans a vita bassa, che lasciavano scoperto un lembo di pelle. La madre ha segnato questo lembo di pelle con un coltello da cucina arroventato, marchiando la figlia sul fianco. Il referto medico, stilato al Pronto Soccorso di Brescia, riferisce di "ustione di secondo grado sulla parte alta del gluteo destro eseguita con un corpo contundente incandescente lungo 15 cm e largo 3 cm." La ragazza ha inoltre riferito che la madre non vuole che parli con i ragazzi, neppure i compagni di scuola e neppure per telefono. Se disobbedisce, la picchia, anche col manico della scopa. "Mi proibisce di andare a letto e mi costringe a stare in ginocchio, con mani e piedi legati con cavi elettrici". Se la sorprende al telefono con un amico, le strappa l'apparecchio di mano e la picchia. Tra i vari episodi raccontati,  questo: un giorno, la madre, venuta a sapere che la figlia era rimasta in città a passeggiare con un amico, la prese a sberle e la minacciò con un coltello (lasciandole una cicatrice sulla spalla), poi la trascinò da un ginecologo e si tranquillizzò solo quando seppe che la ragazzina era ancora vergine.
La ragazza vive con la madre e con il fratello in un appartamento a sud di Brescia; il padre vive in Egitto con un'altra famiglia.
Da una settimana, cioè da dopo la confessione, la ragazza è stata affidata per ordine del Tribunale dei Minori ad una struttura protetta in attesa che le indagini vengano completate.

(Fonte: "Il Giornale", sabato 24.12.2005, articolo originale di Stefano Filippi)

Probabilmente questo è un episodio estremo di cui, più che nell'Islam, devono essere ricercate le radici nella psicopatologia. Ciò non toglie però che il controllo debba essere alto, perché episodi di questo genere devono essere duramente condannati da uno Stato Democratico e Liberale. Se l'eradicazione dalla propria cultura e la disperazione hanno portato questa donna ad infierire sulla figlia in questo modo, lo Stato è chiamato ad aiutare entrambe; ma mi domando dove sia questo "padre" che vive in Egitto con un'altra famiglia, e che senso di responsabilità abbia nei confronti delle donne che ha usato, perché solo la parola "usato" mi viene da pronunciare... E se invece questa madre ha agito nella piena consapevolezza e ha liberamente scelto con convinzione di applicare questi metodi alla figlia, mi chiedo, come possiamo noi, genitori, insegnanti, liberi pensatori in libero stato, chiudere gli occhi e girarci dall'altra parte, tollerando soprusi commessi nel nostro Paese in nome di una "cultura" diversa, che non ci appartiene, e i cui metodi e principi nel nostro ordinamento sono reati?
UPDATE e piccola aggiunta: Madri snaturate esistono in ogni parte del pianeta. Ma quello che mi preoccupa è che in casi come questo la violenza, pur se e quando abbia motivazioni patologiche, trova fertile terreno nella giustificazione religiosa, al punto che pare di assistere ad un compiacimento al sadismo e ad una sua istituzionalizzazione.
postato da: squitto alle ore 23:12 | link | commenti (31) | commenti (31) (popup) |
categorie: donne, islam, considerazioni sociali
giovedì, 22 dicembre 2005

MERRY CHRISTHMAS

 

TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI I BLOGGERS E A TUTTI GLI AMICI CHE HO VIRTUALMENTE CONOSCIUTO IN QUESTI MESI.

UN SERENO NATALE ANCHE A QUELLI CON CUI MI SONO ACCAPIGLIATA E A QUELLI CHE SI SONO PERSI PER STRADA.

FATE I BRAVI, RIPOSATEVI E DIVERTITEVI.

UN BACIONE DI TUTTO CUORE A TUTTI.

 

ElektraNatchios

postato da: elektraNatchios alle ore 09:43 | link | commenti (17) | commenti (17) (popup) |
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