"ANCHE UN VIAGGIO DI 10.000 MIGLIA INIZIA DA UN PASSO" Lao Tze
(ANSA) - ROMA, 17 feb - E' meno grave lo stupro di una minorenne, se la vittima, anche se di appena 14 anni, ha gia' 'avuto rapporti sessuali'. Lo ha stabilito la Terza sezione penale della Cassazione, secondo cui e' lecito ritenere che i danni subiti siano piu' lievi in chi ha gia' avuto rapporti con altri uomini. 'La sua personalita' dal punto di vista sessuale, spiegano gli 'ermellini', e' molto piu' sviluppata di quanto ci si puo' normalmente aspettare da una ragazza della sua eta''.
ALGERIA, 2006
Riassunto da “Il Giornale” di oggi: alcune ragazze algerine in procinto di sposarsi si sono viste richiedere dagli ufficiali di stato civile il certificato di “illibatezza”, affinché potesse essere dato il nulla osta al matrimonio. Nei giornali di annunci di quel paese si leggono con sempre più frequenza annunci di uomini che cercano mogli “vergini”, “velate”, “sottomesse”, e “proprietarie di una casa”...
(Ripreso da Sulfureo)
Benvenuti nel Medioevo prossimo venturo. Da questa sentenza vergognosa ed infame appare evidente che la tendenza sia quella di considerare il reato di stupro non come un delitto contro la persona, ma semplicemente un reato contro l’imene.
L’imene non c’è più, il reato viene depenalizzato.
Cioè, si sostiene che io, sposata e divorziata, e con qualche storia alle spalle, se vengo violentata che vuoi che sia, tanto l’avevi già fatto.
Che cosa, signori impellicciati di tanto ermellino? Cos’è che avrei già fatto? Avrei osato usare la mia sessualità consapevolmente e consenzientemente, per amore o per pura vita, ma sempre per libera scelta, e felice, prima che un delinquente venisse ad usurparmela con la forza? Mi verrebbe di esser volgare, se non fosse che sono ospite e non sono esattamente a casa mia. Mi verrebbe di dire a questi signori di stare più attenti alle proprie mogli, già che ci sono, e se si ricordano di averle, e mi verrebbe di chiedere loro da quale testo di Kramer & Sprenger hanno dedotto la conclusione che la donna è a disposizione del primo lordo maniaco zozzo delinquente, una volta che abbia perso la sua imenità. Mi verrebbe da chiedere loro quali testi hanno consultato, oltre alle squallide riviste porno su cui è lecito pensare che gli scappi qualche sbirciatina, e se mai si siano posti il problema che lo stupro è a tutti gli effetti un omicidio, l’omicidio dell’anima.
E anche solo dal rigido e freddo punto di vista legale, è ammissibile un tale relativismo nella legge? Perché se è lecito dire che uno stupro è meno stupro se la ragazzina non era più illibata, allora potrebbe essere meno stupro pure se quel poveretto non s*****a da anni, porello, in fondo non era cattivo, è che non ce la faceva più... e allora un omicidio è meno omicidio se quello che lo compie era più incazzato di un altro, o magari un terrorista è meno terrorista di un altro perché l’hanno offeso da piccolo...
Elektra, tu impugna la tua arma bianca di cui sei esperta, io vado a caricare la mia pistola.
Riprende, dopo l'estate, il tanto atteso serial: "Il Satana Occidentale (Amerikano, per lo più), e la disgregazione della società civile"...
La rivolta delle donne curde: cacciamo di casa i mariti violenti
La libertà costa e i mariti di Suleimaniya, fiorente capitale del territori nord orientali del Kurdistan iracheno, incominciano a scoprirlo. Chiedetelo a Said, Abdullah, Rostem e a decine d'altri padri di famiglia ritrovatisi a far la vita da barboni, senza più nemmeno una casa. Loro ne sanno qualcosa. Ai tempi di Saddam c'era tanta paura, ma anche qualche certezza. Tra le mura di casa donne e figli obbedivano sempre, mariti e padri non dovevano spiegazioni a chicchessia e a buttarti fuori di casa potevano arrivare solo i gendarmi del raìs.
Oggi le donne curde hanno incominciato a guadagnare. E anche a pretendere. Così a tirarti un calcio nel sedere e a buttarti fuori di casa sono mogli e figlie. Lo sanno bene Said, Abdullah, Rostem e la piccola schiera di ex mariti senzatetto con cui dividono i giardinetti e i piazzali delle moschee. «Che Dio abbia pietà degli uomini con una cattiva moglie», ripete sempre Rostem Hama Murad. In quella preghiera c'è soprattutto una supplica per se stesso. A sessant'anni e passa gli son rimaste solo le diagnosi di diabete e ipertensione assieme ad un mosaico di ricette per medicine che non si può più permettere.
Le tiene allineate davanti al giaciglio di cartone. Sono il tatzebao della sua disperazione. «A mettermi sulla strada è stata la mia cattiva moglie, quando ha scoperto che ero malato e non potevo più guadagnare mi ha buttato fuori di casa». Al 56enne Said Muhammad, due cartoni più in là, è andata anche peggio. Lui ha subito la rivolta di consorte e figli. Una coalizione che alla fine l'ha sconfitto e ridotto sul lastrico. «E chi se lo sarebbe mai aspettato – borbotta – un tempo non mi mancava niente, quand'ero giovane moglie e figli mi rispettavano, oggi l'unico che mi vuol bene è il mio ultimo figlio. Ha sedici anni ed è stato l'unico a cercar di tenermi in casa, ma anche di lui mi è rimasta solo una foto».
A casa del signor Mohammed è tutta un'altra musica. «Ha avuto solo quello che si meritava – ripete la moglie spietata –, i tempi sono cambiati e io mi sono stufata di fargli da schiava... quand'ero giovane lui si faceva gli affari suoi e non mi portava un briciolo di rispetto, adesso è vecchio e pretende che gli faccia da schiava, ma perché dovrei farlo?».
La ventata di femminismo che anima la capitale curda è un po' il frutto del benessere e un po' la conseguenza dell'approccio liberale delle genti curde all'islamismo. Le moschee il venerdì sono piene, ma nelle strade veli e manti neri son molto meno diffusi che nelle città sunnite. E dopo la guerra le donne curde impiegate in uffici pubblici e compagnie private hanno scoperto, oltre al piacere di uscire, spendere e divertirsi, anche quello di liberarsi del marito.
Sergul Yousif, impiegata 45enne, non nasconde di essersi vendicata per i torti subiti 25 anni prima. «Mio marito quando era giovane aveva un sacco di soldi e gli piaceva divertirsi... ma senza di me. Se ne andava e non tornava a casa per un mese. Un giorno mi disse che andava a stare a Bagdad perché gli affari erano più facili. Io rimasi qui ad aspettarlo con i figli e lui si dimenticava perfino di mandarmi i soldi. A quel tempo non potevi cambiare le regole... ma oggi è diverso. Lui ormai è vecchio, s'è mangiato tutto e pretenderebbe di vivere con i miei soldi.Così l'ho mandato a quel paese e gli ho chiuso la porta in faccia».
E anche per chi non finisce sul marciapiede il nuovo potere femminile di Suleimaniya ha la sua gogna. Ne sa qualcosa Abdullah Maroof, 49 anni, rimasto solo e infelice nonostante i buoni affari del suo negozio di vestiti. «Prima mi ha buttato fuori e poi mi ha fatto il vuoto attorno mettendomi contro i figli e le loro famiglie. Certo mangio a pranzo e cena, ho trovato un nuovo appartamento, ma la mia casa è vuota. Lei mi ha distrutto la vita e mi ha fatto il vuoto attorno.Sono un uomo senza più nessuno. Lei ha cancellato la mia vita».
Gian Micalessin
AVETE VISTO IL VIDEO DA LISISTRATA?
MIODDIO...DIO DOVE SEI? POSSIBILE CHE SEI STATO CAPACE DI PROVOCARE UN DILUVIO UNIVERSALE PER I PECCATI DEI NOSTRI AVI, O UN MASSACRO DI DUE CITTA' PER "ATTI OSCENI", E ORA NON FAI NULLA?
QUELLI NON SONO UOMINI. QUELLA NON E' UNA CULTURA.
(...) chi era dentro è morto, liquefatto insieme all'acciaio.
Mi chiedo se il dolore è fatto di acqua, se ci disseta, o se ci annega.
Siamo allenati all'orrore. Lo abbiamo accolto nei nostri schermi che ci inseguono come occhi di lupo. Poi l'orrore è entrato nel nostro cielo con quell'immagine indelebile: l'aereo che si infilava nella torre nord, spettacolare come in un film. Perfetto. Mai visto niente di più perfetto. Se si pensa che quell'affare era un 737 alquanto ingombrante, il modo in cui si è infilato in quel grattacielo dà i brividi di per sé; provare per credere, riuscirci è beccare un terno al lotto. Anzi addirittura si raddoppia... L'impressione iniziale (per chi l'ha visto in diretta, come me) è stata la totale eclissi della mente.
Ho scoperto in quel momento di avere una mente inadeguata a stare dietro ad un evento del genere. M'ha preso la telefonite compulsiva. Ho buttato giù dal letto e dalla sedia chiunque avessi a tiro. Qualcuno s'è pure scocciato.
Poi le ho viste crollare, le Torri.
Di un anno prima, le mie foto.
In quell'anno, peraltro, tante cose erano successe.
Tutto finito.
Fuorché l'orrore.
La gente pacifica trasformata in bersaglio di gente pacifica trasformata in arma. Morte che corre incontro alla morte. Vite ignote, che si accartocciano una contro l'altra. Gli assassini correvano verso il loro paradiso assieme alle vite di gente comune. Noi.
So che qualcuno dirà: non solo gli americani muoiono; ovvio. So che qualcuno dirà che magari se la son cercata. Fastidioso.
Qualunque cosa diciate, non potete negare che la vostra vita si è fermata.
Qualcuno ha scelto di lasciarsi andare volando almeno l'ultimo volo, gli altri, il destino li sceglieva: tu sì, tu no, tu sommerso, tu salvato...
Liberamente tratto da una riflessione di Margaret Mazzantini (in corsivo)
Inizio da questa frase del povero Carlino per fare una considerazione su alcune iòòagini e notizie che ho visto questa mattina su Rai24News.
Si parte dal Pakistan: scena di donne incappucciate all'inverosimile e di ragazzini che urlavano slogan religiosi, mentre lo speaker racontava dei blitz della polizia alla ricerca del quinto attentatore di Londra, verosimilmente catturato. Hanno intervistato una di queste donne: si lamentava dei metodi della polizia che aveva fatto irruzione nella notte in un centro di preghiera. Ma quello che mi ha colpito della donna è un particolare stupido e insignificante: questa figlia di Allah aveva gli occhiali, ma il burqa era talmente invedente sulla sua faccia che le stanghette erano sospese in un punto non definibile e non certamente corrispondente alle orecchie. Le lenti erano tutte storte e io spero vivamente che per la malcapitata quegli occhiali fossero solo un vezzo estetico, perchè se dovevano avere una qualche funzione pratica o curativa, di certo stavano miseramente fallendo il loro scopo di esistenza!!! E la mente mi è andata alla testimonianza di un'altra donna mussulmana che raccontava di come durante le visite ginecologiche esse debbano essere visitate da vestite, le loro parti intime mai esposte all'analisi dei medici.
Altra scena. New York, manifestazione di ebrei americani contro il ritiro dalla striscia di Gaza. Intervistano un rabbino. Egli sostiene con una convinzione degna di ammirazione che sulla Bibbia c'è scritto che quella terra è la loro, che Dio stesso gliel'ha assegnata e che quindi Sharon non deve cederne nemmeno un pollice perchè non si può andare contro il volere di Dio. E gli stessi israeliani devono continuare a combattere perchè non è loro diritto contravvenire alle istruzioni di Dio. Come si può obiettare una qualunque cosa a chi sostiene con tanta serafica determinazione una cosa del genere? Come ci si può ragionare? Subito dopo hanno dato la parola ad un altro uomo, che ha raccontato la sua esperienza nei campi di sterminio: mandare via i coloni israeliani da quelle terre è un atto "ateo e bolscevico" ha detto lui, nessuno può fare questo.
Poco dopo incontro la notizia del parroco del paesino vicino a Catanzaro che non ha celebrato l'eucarestia durante le esequie funebri di una donna, colpevole di aver convissuto.
Forse io non sono un'illuminata, una di quelle persone fortunate che sono state prescelte dai piani superiori per avere delle pachidermiche certezze, forse il mio animo non è abbastanza puro per comprendere quale immenso dono vado sprecando giorno dopo giorno.
Però io non capisco. Perdonatemi, non capisco come un essere umano che ha infinite possibilità di essere felice e di rendere felice chi lo circonda, di migliorare il mondo, possa invece scegliere di opprimere se stesso e i suoi simili racchiudendosi in un guscio di fanatismo e di privazioni assurde.
Non capisco come la paura della suprema falciatrice, della fine di ogni cosa, possa spingerci ad anticipare su questa terra le sofferenze che nemmeno nel più atroce degli inferni del più sadico degli Dei, potrebbero essere imposte al più perverso dei peccatori.
Ma forse sono io che sono limitata.